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Ferita aperta cosa fare: quando rivolgersi ai soccorsi

In quali circostanze chiamare un medico o l’ambulanza, quando procedere invece con l’automedicazione?

La gestione delle ferite aperte acute traumatiche o post operatorie richiede una valutazione attenta e tempestiva. In questo articolo vedremo in quali casi dovrai rivolgerti ai soccorsi, e in quali invece sarà necessaria un’adeguata automedicazione, che potrai effettuare tranquillamente a casa.

Esamineremo quindi i criteri per determinare se una ferita richiede l’intervento immediato di un medico o dell’ambulanza, fornendo linee guida chiare su quando attivare i servizi di emergenza.

Troverai inoltre i consigli pratici per il trattamento domiciliare delle ferite, quali cerotti (e medicazioni secondarie) è meglio utilizzare in base alla tipologia di ferita e alla zona da trattare, per una guarigione ottimale.

Detto ciò, porremo l’attenzione su un aspetto fondamentale, erroneamente sottovalutato: la gestione del dolore sia negli adulti che nei bambini, evidenziando l’importanza di una corretta valutazione di questo e dell’uso di farmaci appropriati per un maggiore benessere fisico e psicologico del paziente.

 
Quando rivolgersi ai soccorsi

Soprattutto in presenza di ferite da taglio, la prima cosa da fare è valutare se ci si trova di fronte a un caso gestibile con l’automedicazione, a uno che richiede l’intervento medico (ad esempio, per applicare punti di sutura), oppure a una situazione che necessita di manovre salvavita in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati, come può accadere in caso di un significativo sanguinamento arterioso.

È fondamentale attivare i servizi di emergenza (112) in tutte le situazioni di ferite complesse ovvero nelle ferite profonde maggiori di 5 cm, con emorragia arteriosa abbondante o quando la ferita interessa zone a rischio del corpo come torace, addome e volto. In attesa dei soccorsi, di fronte a emorragie importanti, è possibile iniziare manovre salvavita appropriate per fermare il sanguinamento e salvaguardare la vita. Corsi come ‘Stop the Bleed’ possono insegnare come effettuare correttamente queste manovre di primo soccorso.

Quando, invece, le ferite non rappresentano un’emergenza immediata, ma è comunque consigliabile consultare un medico? Si dovrebbe ricorrere all’assistenza medica in caso di ferite lineari maggiori di 5 cm senza sanguinamento arterioso e nelle quali è necessario, ad esempio, l’applicazione di punti di sutura. Si consiglia di rivolgersi al medico anche per ferite profonde, a prescindere dalla loro estensione superficiale, soprattutto se sono visibili il grasso sottocutaneo, i muscoli o le ossa.

È importante cercare assistenza medica anche per ferite lacero-contuse, nelle quali i lembi sono frastagliati e distanti tra loro e in caso di ferite complicate dalla presenza di corpi estranei, difficilmente rimovibili. In queste situazioni, è essenziale evitare qualsiasi tentativo di automedicazione e rimozione e attivare immediatamente il numero unico dell’emergenza.

 
E in caso di ferite aperte inferiori ai 5 cm?

Per ferite lineari e non profonde, che interessano una superficie inferiore ai 5 cm e che non si trovano su mani, piedi o sulle superfici estensorie, si può considerare l’applicazione di cerotti di sutura. Questo metodo può offrire una guarigione ottimale della ferita, consentendo di avvicinare i bordi della lesione in modo sicuro e pulito, facilitando così il processo di guarigione naturale e riducendo il rischio di cicatrici evidenti.

I cerotti di sutura rappresentano una soluzione efficace per mantenere l’integrità della pelle e accelerare il recupero, garantendo al contempo una protezione contro infezioni e contaminazioni esterne. Puoi chiedere consiglio al tuo farmacista di fiducia su come utilizzare questo tipo di medicazione, se adatta al tuo caso.

 
La gestione del dolore in caso di ferita: importanza e approccio

Il dolore, spesso sottovalutato, è una realtà diffusa e significativa, con il 25% degli adulti europei che soffre di dolore moderato-severo. Nonostante la sua prevalenza, il trattamento del dolore, soprattutto se lieve o moderato, non riceve l’attenzione adeguata.

Questa negligenza si riscontra anche nei confronti dei bambini, per i quali spesso si ritarda il trattamento adeguato al dolore, a differenza che per altri sintomi, come la febbre. La resistenza culturale al trattamento del dolore, basata sulla convinzione che sia transitorio o sul timore degli effetti collaterali dei farmaci, limita l’uso di analgesici efficaci.

La valutazione accurata del dolore è il primo passo cruciale per un trattamento efficace, utilizzando strumenti validati come le scale di valutazione specifiche per età. Per il dolore acuto, lieve o moderato, farmaci da banco come l’Ibuprofene e il paracetamolo sono raccomandati, seguendo l’approccio a gradini dell’OMS per la gestione del dolore. Questo approccio suggerisce trattamenti basati sull’intensità del dolore, promuovendo l’uso di analgesici non solo “al bisogno”, ma a orari fissi per controllare efficacemente il dolore.

Nel contesto delle ferite acute gestibili a domicilio, è fondamentale non solo pulire e disinfettare la ferita, ma anche gestire prontamente il dolore che ne deriva. L’adozione di una cultura dell’analgesia, particolarmente per i bambini, e una maggiore consapevolezza nella gestione del dolore possono migliorare significativamente il benessere del paziente e accelerare il processo di guarigione.

 
L’importanza delle medicazioni secondarie

L’utilizzo appropriato di medicazioni secondarie, in complemento alle medicazioni primarie, è essenziale per una gestione efficace delle ferite acute in ambito di automedicazione. Selezionare il prodotto più adeguato in base alla localizzazione della ferita e alle necessità individuali può accelerare il processo di guarigione, migliorando al contempo il benessere generale del paziente.

  • Protezione: le medicazioni secondarie proteggono la ferita da ulteriori traumi e contaminazioni, contribuendo a mantenere un ambiente sterile.
  • Stabilità: assicurano che la medicazione primaria rimanga ben posizionata, evitando spostamenti che potrebbero esporre la ferita o interferire con il processo di guarigione.
  • Comfort: progettate per adattarsi alle diverse parti del corpo, queste medicazioni aumentano il comfort del paziente, riducendo la sensazione di restrizione e permettendo una maggiore libertà di movimento.
  • Adattabilità: la varietà di dimensioni e materiali disponibili consente di scegliere la soluzione più adatta a ogni tipo di ferita e localizzazione, garantendo una copertura efficace e personalizzata.
 
Conclusione

La gestione delle ferite richiede una valutazione attenta e una corretta applicazione delle misure preventive e curative. È essenziale sapere quando rivolgersi al medico o chiamare l’ambulanza per situazioni che richiedono un intervento immediato, come significativi sanguinamenti arteriosi o ferite che coinvolgono parti delicate del corpo.

Per le ferite aperte meno gravi, l’uso di cerotti di sutura può essere considerato per favorire una guarigione ottimale e prevenire infezioni, mentre l’impiego di medicazioni secondarie offre ulteriore protezione e comfort, contribuendo a mantenere un ambiente sterile e favorire una rapida guarigione. Prestare attenzione a queste indicazioni può fare la differenza nel garantire un recupero efficace e senza complicazioni.

È inoltre fondamentale sfatare vecchie credenze e rivolgere un’adeguata attenzione alla gestione del dolore di fronte a ferite acute, traumatiche o post-operatorie, sia che accadano in età adulta, che in età pediatrica.

La valutazione del dolore e l’uso di scale di misurazione specifiche per età possono guidare il farmacista nel consigliare il trattamento antidolorifico più appropriato, contribuendo a migliorare il comfort e il benessere generale, fisico e psicologico del paziente.



Domande Frequenti
Applica una pressione diretta con una compressa sterile o un panno pulito per alcuni minuti. Se il sanguinamento non si arresta o se la ferita è profonda, cerca assistenza medica immediatamente.
Cerca assistenza medica se la ferita è profonda, se non riesci a rimuovere tutti i detriti, se continua a sanguinare nonostante la pressione, se mostra segni di infezione (come arrossamento, gonfiore, calore, dolore o secrezione), o se non hai ricevuto un vaccino antitetanico negli ultimi 10 anni.
Un certo grado di dolore, gonfiore e rossore può essere normale nelle prime fasi della guarigione. Tuttavia, se il dolore aumenta, se la ferita si gonfia eccessivamente, o se compaiono altri segni di infezione è importante consultare un medico.

 

Prof. Jacopo Pagani

Medico Chirurgo-Pediatra. Dottore di ricerca in scienze Pediatriche.

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